Ingiurie alimentari: risponde lo scienziato Antonio Giordano | Nonna Nannina

Ingiurie alimentari: risponde lo scienziato Antonio Giordano

In qualità di inviato della redazione di Pizza&Salute oggi ho l’onore e il piacere di incontrare, anche se virtualmente, lo scienziato, Prof. Antonio Giordano, Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia. Un’eccellenza italiana nel settore medico scientifico, e in particolare nella diagnosi e cura del cancro polmonare, che nei giorni scorsi ha ricevuto dal ministro Costa la nomina di membro del Comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità. Giordano rappresenterà il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per studiare il rapporto tra ingiurie ambientali e patologie umane.

Originario di Corbara, Comune in provincia di Salerno alle pendici dei Monti Lattari, ama definirsi “napoletano” prestato agli Stati Uniti, e oggi svolge la sua attività con grande successo ed eccellenti risultati presso la Temple University di Philadelphia, dove è Professore di biologia molecolare, Direttore dello Sbarro Health Research Organization (SHRO), e Professore di Patologia all’Università di Siena.

Da anni si è trasferito negli Stati Uniti e ha lavorato a Cold Spring Harbor, con il premio Nobel James Watson, dove ha svolto un’importante attività di ricerca orientata allo studio dei meccanismi responsabili della deregolamentazione del ciclo cellulare nel cancro. Tra le principali scoperte, l’identificazione dei regolatori del ciclo cellulare e la comprensione di alcuni dei meccanismi centrali dello sviluppo del cancro. Tra i meriti, il suo impegno per mettere in luce le correlazioni tra l’ambiente inquinato dai rifiuti tossici e la manifestazione di numerose patologie tumorali che si sono verificate nella Regione Campania.

Il Professore Antonio Giordano è Direttore dello Sbarro Health Research Organization (SHRO) di Philadelphia

Dopo una serie di contatti e un lavoro di comunicazioni e interazioni avvenute nelle scorse settimane insieme alla redazione, sono riuscito ad ottenere la possibilità di contattare il Prof. Giordano, che, da buon campano, in maniera genuina e disponibile, si è messo subito a disposizione ed ha risposto alle mie domande per realizzare un’interessante intervista per i nostri lettori.

Prof. Giordano, iniziamo con i complimenti da parte della nostra redazione di Pizza&Salute per la recente nomina di membro del Comitato scientifico dell’Istituto Superiore della Sanità. Sulla base della sua attività ed esperienza sul campo, è stato designato dal ministro Costa come rappresentante ufficiale del Ministero dell’Ambiente per studiare il rapporto tra ingiurie ambientali di ogni genere e le patologie umane. Una nomina importante che ci inorgoglisce, in quanto campani, ma che di sicuro rappresenta per lei un grande senso di responsabilità e uno stimolo ancora più grande a proseguire la sua attività di ricerca scientifica per la tutela della salute dei cittadini di tutto il mondo e per incentivare la diagnosi e la cura del cancro.

In quale direzione prosegue l’attività di ricerca e quali sono gli obiettivi?

“La mia attività di ricerca è principalmente dedicata allo studio dei meccanismi responsabili della deregolazione del ciclo cellulare nel cancro. Al momento il mio gruppo lavora sul mesotelioma e sul tumore al polmone con risultati incoraggianti.  Inoltre, siamo concentrati sulla valutazione degli effetti dei fattori ambientali sull’incremento di patologie croniche, incluso i tumori e stiamo concludendo un progetto sullo studio del meccanismo di azione del coronavirus di prossima pubblicazione. Tutti questi progetti sono tra loro correlati: il mesotelioma e il cancro al polmone trovano la loro origine anche per l’esposizione ad inquinanti ambientali. L’obiettivo è anche quello di studiare la correlazione tra gli effetti dell’inquinamento e la diffusione di patologie virali.”

Parlando di ingiurie alimentari e di ambiente, lo scopo di questa intervista è anche quella di dare un’informazione ai nostri lettori circa la correlazione tra ambiente e salute e comprendere quali sono i rischi dovuti ad una cattiva gestione dell’ecosistema.

Che cosa sono le ingiurie ambientali e quali sono le più pericolose attualmente?

“Negli ultimi decenni la contaminazione ambientale da agenti potenzialmente nocivi per la salute umana è diventata una tematica di primaria importanza: il veloce progresso tecnologico ha comportato un incremento di alcuni ordini di grandezza delle emissioni naturali di alcuni elementi come piombo, cadmio e mercurio da processi produttivi e non, per cui la contaminazione da elementi tossici è una criticità ambientale a livello globale. Non bisogna, inoltre, dimenticare l’inquinamento causato da un errato smaltimento dei rifiuti dai quali vengono rilasciati nell’ambiente svariati cancerogeni, tra cui spiccano diossine, benzene, furani, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, metalli pesanti (come l’arsenico). I predetti composti fanno parte di una più ben più ampia lista stilata dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) che ha identificato oltre 114 sostanze, diffuse a livello ambientale, come “certamente” cancerogene per l’uomo.”

“Bistrattare” l’ambiente quanto influisce sul cibo, sugli allevamenti e di conseguenza sul corpo umano?

“La catena alimentare rappresenta il punto di accesso per le sostanze presenti nell’ambiente; molte sostanze tossiche sono persistenti poiché resistono alla degradazione e possono percorrere anche lunghe distanze dal loro punto di emissione (ad esempio i POPs, Persistent Organic Pollutants) attraverso le correnti dell’aria, il mare o lungo le catene alimentari. L’alimentazione rappresenta, dunque, una delle principali vie di esposizione dell’organismo animale agli inquinanti. Grazie a numerosi studi scientifici, -pur non potendo prevedere quando e quanto un certo insulto ambientale possa determinare alterazioni nella sequenza del DNA,- sappiamo, con certezza, che la combinazione di alterazioni genetiche ed insulti ambientali conduce all’insorgenza di svariate patologie. Pertanto, rispettare l’ambiente, prevenire, bonificare e biomonitorare sono oggi azioni assolutamente necessarie per la tutela della salute umana.”

Il fenomeno del Coronavirus ha avuto tanti effetti negativi che sono sotto gli occhi di tutti. Ma possiamo dire che, tra le terribili conseguenze di questa pandemia mondiale, c’è anche qualche aspetto positivo? Aver fermato il mondo intero per diversi mesi, ha portato in piccola parte dei benefici all’ambiente e rallentato gli effetti di queste ingiurie ambientali? ( Per esempio la diminuzione dell’inquinamento atmosferico, una minore emissione di gas tossici, o secondo alcune fonti, la riduzione del buco dell’ozono).

E se questo è corretto, si può trarre insegnamento da tutto questo e provare a ripartire “educando” il mondo verso una nuova gestione del territorio più corretta e meno dannosa nei confronti dell’ambiente?

“La pandemia Covid-19, con la sua vasta e rapida diffusione, le sue vittime, i suoi danni al sistema sanitario e all’economia mondiale, ha stravolto sicuramente le vite di tutti. Sembra che la Terra si sia fermata. Le strade normalmente congestionate dai veicoli sono vuote. Può essere un bene per l’ambiente? Nell’immediato sicuramente si. L’aria delle città è più pulita ma dobbiamo batterci per mantenere questo effetto lungo termine dal momento che e’ nota la correlazione tra presenza di elevate concentrazioni di inquinanti nell’aria ed un aumento di patologie dell’apparato respiratorio (anche nei bambini). Gli inquinanti ambientali, come particolato fine (PM2.5), NO2 o O3, causerebbero la contrazione dei muscoli delle vie aeree o il restringimento delle stesse compromettendo la funzionalità polmonare e rendendo la popolazione cronicamente esposta meno capace di rispondere ad eventuali insulti patogeni (questo è noto, ad esempio, per patologie indotta da virus respiratori sinciziali delle bronchioliti). L’unica via per non vanificare gli effetti positivi causati da questa crisi e’ insistere nel ridurre l’inquinamento ambientale.”

Infine, in chiusura, tornando alla sua nomina e al lavoro da svolgere le chiedo se, e chi, in America, ha particolarmente apprezzato questa nomina in Italia e le differenze nel contesto nel quale opera rispetto al nostro paese.

“Credo di si. In America, svolgo il ruolo di direttore dello Sbarro Health Research Organization, una organizzazione non-profit che opera nel settore della ricerca per la diagnosi e la cura del cancro, di malattie cardiovascolari, del diabete e di altre malattie croniche. Essendo tutte queste malattie associate all’inquinamento ambientale la mia nomina non può che essere da stimolo per condurre nuovi studi anche a Philadelphia. È necessario porre le basi per creare dei programmi di prevenzione mirati proprio al rapporto tra ambiente e salute dei cittadini. Divulgare la conoscenza dell’inquinamento ambientale e creare la coscienza dei pericoli insiti nei “veleni” che ci circondano fa parte della “mission” che mi sono prefisso.”

A questa e diverse altre domande ha risposto il Prof. Giordano, sempre con grande competenza e con la disponibilità di chi, anche se ha raggiunto grandi livelli di eccellenza a livello mondiale, mostra sempre grande umiltà e rispetto e una grande passione, per un mestiere, quello del medico, che consente ogni giorno di salvare migliaia di vite umane in tutto il mondo. Per scoprire insieme le altre domande, ci diamo appuntamento alla seconda parte dell’intervista, nella quale parleremo di alimentazione sana per la prevenzione dei tumori e scopriremo i consigli del Prof. Giordano.

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