Alimentazione sana e prevenzione dei tumori: le regole del Prof. Antonio Giordano | Nonna Nannina

Alimentazione sana e prevenzione dei tumori: le regole del Prof. Antonio Giordano

Nei giorni scorsi vi ho presentato la prima parte dell’intervista  realizzata con lo Scienziato Prof. Antonio Giordano, Direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, eccellenza medica mondiale, e nuovo membro del Comitato scientifico dell’ISS.

Il Professore, ci ha parlato della sua attività di ricerca dedicata allo studio dei meccanismi responsabili della deregolazione del ciclo cellulare nel cancro e delle ingiurie ambientali più pericolose che influiscono sul nostro cibo e sulla nostra salute.

“La combinazione di alterazioni genetiche ed insulti ambientali conduce all’insorgenza di svariate patologie. Pertanto, rispettare l’ambiente, prevenire, bonificare e biomonitorare sono oggi azioni assolutamente necessarie per la tutela della salute umana.”

Originario di Corbara, in provincia di Salerno, un territorio adagiato ai piedi dei monti Lattari, dove è possibile godere uno straordinario panorama che spinge lo sguardo fino al Vesuvio, abbracciando l’intero territorio campano compreso dall’Agro Nocerino-Sarnese , che passa per Pompei, Torre del Greco e si spinge fino alla città di Napoli.

Allo stesso modo, Giordano, in maniera ideale, abbraccia il territorio, quasi a proteggerlo, dedicando studi approfonditi che ne hanno denunciato le nefandezze, lo sfruttamento che ha portato all’insorgenza di numerose patologie tumorali in Campania.

Braccia grandi e forti che riescono a stringere forte il territorio amato, anche dalla lontana Philadelphia, dove Giordano svolge i suoi studi e la sua attività come Direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia.

Lei vive negli Usa da anni, quanto è forte il legame con la sua terra e le sue origini?

“Mi piace definirmi “napoletano” prestato agli Stati Uniti come scienziato e direttore dello Sbarro Health Research Organization (SHRO) di Philadelphia. Da sempre la mia attività di ricerca si è focalizzata sui meccanismi di regolazione del ciclo cellulare nel cancro. Da mio padre però, eccellente medico napoletano, ho ereditato la passione e l’impegno a sostenere le esigenze di sviluppo e di progresso dell’Italia meridionale. Da qui nasce l’idea di provare a contrastare il fenomeno definito come “Terra dei Fuochi”, che sta affliggendo, da decenni, la Campania. Questo impegno, in realtà, si estende a tutta la mia attività di ricerca, superando i confini italiani, perché la contaminazione ambientale da agenti potenzialmente nocivi per la salute umana è ormai una problematica di rilievo mondiale. Ed infatti, insieme al mio gruppo di ricerca stiamo indagando le interferenze tra cancro e fattori ambientali, tra cancro ed alimentazione con l’obiettivo di prevenire l’insorgenza di questa malattia. Comunque, mantengo strettissimo il rapporto con l’Italia attraverso l’Università di Siena e attraverso le collaborazioni con altri professori e colleghi italiani.”

E così, i suoi studi sono rivolti ogni giorno a trovare cure e soluzioni per chi, quei mali li affronta e li combatte, nella sua terra e in tutto il mondo. Un lavoro svolto egregiamente e con importanti risultati, insieme ad un team di medici e un gruppo di giovani ricercatori specializzati nella ricerca contro i tumori.

Dopo aver parlato dell’aspetto ambientale che contribuisce all’insorgenza di numerose patologie, affrontiamo un altro fenomeno allarmante che riguarda l’alterazione genetica e la manipolazione dei prodotti che oggi arrivano sulla nostra tavola. I media, negli ultimi anni ci hanno “aperto gli occhi” riguardo al pericolo e ai rischi che corriamo consumando cibi di ogni genere. Per questi motivi, è giusto dare alcuni consigli alle persone riguardo ai rischi e ad una corretta alimentazione da seguire.

Un’altra causa di malattie, tumori e patologie di vario genere è sicuramente la manipolazione degli alimenti, delle farine, della carne e anche di frutta e verdura. Come possiamo difenderci da questi pericoli? Quale può essere il modo più corretto per tutelare la nostra alimentazione e la nostra salute?

“Un’alimentazione sregolata può sicuramente avere effetti negativi sulla salute. E’ sempre doveroso ricordare che il tumore è una malattia multifattoriale, per cui lo stile di vita può influenzare lo sviluppo di questa patologia. Alcuni tipi di tumore, inoltre, sono maggiormente influenzati dai cibi che ingeriamo come, per esempio, per i tumori dell’apparato gastrointestinale e, in particolare, quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto (addirittura tre quarti di questi tumori si potrebbero prevenire mangiando meglio a tavola) o del fegato. Oggi sappiamo che alcune sostanze, come nitriti e nitrarti, utilizzati per la conservazione dei salumi, facilitano la comparsa del tumore allo stomaco. Ancora, sappiamo che alcuni alimenti non sarebbero dannosi ma lo diventano a causa di contaminazioni da aflatossine (mais). È importante prestare attenzione alla cottura, meglio se avviene a temperature più basse o al vapore. Gli scienziati, oggi, invitano a seguire una alimentazione costituita, principalmente, da alimenti freschi e varia, in modo da apportare all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, rendendo solo occasionale il consumo di biscotti, barrette di cioccolato, hamburger, pizza e alimenti simili.”

In riferimento a quanto detto, quali sono gli alimenti consigliati alla base di un’alimentazione sana ed equilibrata? Soprattutto in un periodo particolare, come questo della quarantena, nel quale, tanta gente è costretta a restare a casa, incrementando in maniera sregolata l’alimentazione e senza la possibilità di svolgere attività fisica e movimento?

La “dieta mediterranea”, patrimonio dell’UNESCO dal 2010, è sicuramente un tipo di alimentazione consigliata. Le regole da seguire, possono essere semplificate per punti:

  • innanzitutto fare abbinamenti di alimenti giusti e cuocerli nel modo più sano possibile.
  • Privilegiare il consumo di frutta e verdure, possibilmente provenienti dalle colture biologiche che non utilizzano prodotti chimici come fertilizzanti e pesticidi.
  • In merito ai prodotti della dieta mediterranea, ho condotto uno studio per valutare gli effetti di estratti di pomodoro sul cancro gastrico. Il mio gruppo di ricerca ha dimostrato che gli estratti di particolari pomodori sono in grado di indurre l’aumento di importanti proteine coinvolte nella riduzione della crescita tumorale, in linee cellulari di cancro gastrico. Tali dati indicano che un’adeguata dieta non solo può prevenire il cancro gastrico, ma può essere di supporto alle normali radio e chemioterapie in quanto influenza direttamente l’espressione di proteine capaci di regolare funzioni cellulari.
  • Suggerisco di limitare i cibi troppo ricchi di grassi animali (grassi saturi, in particolare colesterolo) provenienti, prevalentemente, dalle carni rosse (manzo, maiale e ovini, peggio se lavorate) ma anche da formaggi e latticini e preferire la carne bianca, facendo attenzione che gli animali non siano stati alimentati con un eccesso di ormoni.
  • Ancora, consiglio di limitare sale ed alcolici.
  • Un altro dato interessante emerso dalle mie ricerche è anche che la curcumina, un polifenolo estratto dalla curcuma longa, nota anche come curcuma, oltre a proprietà biologiche come agente antiossidante, antinfiammatorio, antimicrobico e antivirale ha mostrato un potenziale anticancro.”

Dalle eccellenze alimentari e le straordinarie qualità della dieta mediterranea, passiamo alle eccellenze sportive, e da appassionato di sport e giornalista che segue il Calcio, non posso fare a meno di porre una domanda al Professor Giordano, che di recente ha fatto visita alla S.S.C.Napoli presso il centro sportivo di Castelvolturno, intrattenendosi con i giocatori, con il tecnico Gennaro Gattuso e il suo staff tecnico.

La foto di Giordano pubblicata sul profilo Twitter della SSC.Napoli

Passando dall’alimentazione allo sport, in qualità di medico appassionato di sport e di calcio, ci può dare qualche indicazione sulla corretta alimentazione che deve seguire chi pratica sport?

 “La dieta dello sportivo, in linea di massima, non si discosta molto da quello che dovrebbe essere un sano ed equilibrato regime alimentare di un qualsiasi essere umano. Lo sportivo, però, deve soddisfare necessità specifiche legate a gare ed allenamenti. In generale è bene suddividere gli alimenti in 3 pasti principali oltre 2 o 3 spuntini. I carboidrati devono rappresentare il 55-60% della dieta, soprattutto attraverso alimenti ricchi d’amido che sono facilmente digeribili, come riso, pasta, fette biscottate, grissini, cracker, e/o zuccheri semplici che vengono più rapidamente utilizzati a livello muscolare. I grassi (circa 20%) da preferire sono gli oli vegetali e il burro crudo; mentre la restante parte è occupata dalle proteine, soprattutto, proteine animali ad alto valore biologico come carne e pesce non grassi, uova, latte e derivati. Nello specifico, quando si parla di dieta dello sportivo è più importante concentrarsi sulle fasi del PRIMA, DURANTE e DOPO l’attività sportiva. Le esigenze nutrizionali prima dell’allenamento o gara devono garantire un’idonea idratazione per prevenire l’acidosi, con integrazione di acqua e sali minerali alcalinizzanti, un adeguato apporto energetico (consumo di carboidrati a lunga catena a lento assorbimento e amminoacidi ramificati) per migliorare la prestazione muscolare mediante l’introduzione di vitamine. L’ultimo pasto principale deve avvenire 3-4 ore prima della gara o pre-allenamento e deve essere a base di carboidrati a basso indice glicemico associato a cibi proteici facilmente digeribili (un piatto di pasta o riso o patate bollite con una porzione di carne bovina cotta alla griglia o in padella con pochi grassi aggiunti, un’insalata condita con olio e limone e frutta fresca in abbondanza). Questa associazione ha l’obiettivo di mantenere la glicemia stabile. Questo principio vale non solo per uno sportivo prima di una gara o di un allenamento ma, più in generale, per tutti gli adulti nella vita quotidiana. Fino ad un’ora prima dell’impegno fisico è possibile assumere bevande zuccherine.”

” Dopo l’allenamento o gara è necessario il reintegro delle riserve idriche, dei sali minerali grazie all’apporto di sali alcalinizzanti e delle scorte di glicogeno a livello muscolare consumando carboidrati ad elevato indice glicemico; a causa dell’aumentata sintesi proteica a livello muscolare, in alcuni casi, potrebbe essere necessaria l’integrazione di amminoacidi essenziali. Durante l’allenamento, invece, è necessario mantenere il giusto grado di idratazione assumendo bevande zuccherine (così da integrare anche i sali minerali persi con il sudore) a piccoli sorsi. Come si può osservare, quindi, si sfata il mito della dieta per gli sportivi ricca di proteine. Numerosi studi hanno evidenziato che non occorrono supplementazioni proteiche, qualora il soggetto che pratica sport rispetti un introito calorico adeguato al mantenimento del peso corporeo. Sono molti infatti i rischi legati ad eccessiva assunzione di proteine perché possono causare danno renale in persone con funzionalità renale non conservata, disidratazione dovuta ad eccessiva produzione ed escrezione dell’urea ed aumento degli infortuni muscolari quali crampi, contratture, stiramenti e strappi. Utilizzare un’alimentazione varia e corretta è sufficiente a coprire il fabbisogno nutrizionale della maggior parte dei giovani atleti in buona salute.”

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