Slow Food, Alleanza dei Cuochi e dei Pizzaioli. Di cosa si tratta?

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Nonna Nannina - Birra in Villa 2016

Carlo Petrini (gastronomo, sociologo, scrittore) nel 1986, in Piemonte, fonda Slow Food con il nome di Arci Gola ponendosi come obiettivo la promozione del diritto a vivere il pasto. Diviene internazionale nel 1989 come Movimento per la tutela e il diritto al piacere: attraverso la cultura e la convivialità viene raggiunta una nuova agricoltura dove due tipi di sostenibilità (ambientale e sociale) diventano indispensabili.
È il 2000 quando si aprono le porte ad un nuovo progetto, i Presìdi Slow Food: la salvaguardia delle piccole produzioni artigianali/tradizionali vengono rilanciate nella cerchia della salvaguardia. E negli anni seguenti si sono sviluppati diversi progetti nella rete Slow Food, favorendo così l’incontro di cuochi e produttori di cibi locali.
Conservare e custodire la biodiversità agroalimentare vuol dire valorizzare il ruolo fondamentale dei cuochi i quali divengono portavoce dei loro territori, con il potere di valorizzare i piatti con inventiva, con la propria conoscenza. Sulla base di tale elaborazione si costruiscono, nel 2006, le basi di un’alleanza: oltre 1000 cuochi provenienti da 150 paesi si riuniscono a Torino insieme a produttori di tutto il mondo facendosi promotori di un’agricoltura buona, pulita e giusta.
In Italia il progetto dell’Alleanza nasce nel 2009 e oggi si è diffuso in Marocco, Olanda e Messico: i cuochi che ne fanno parte si impegnano a conoscere i produttori dai quali si riforniscono con una particolare attenzione all’ambiente, al benessere animale; impiegano materie prime d’eccellenza fornite da agricoltori, pescatori, artigiani che preservano i saperi tradizionali.

E i Pizzaioli?
Dopo l’alleanza tra produttori e cuochi italiani sono i maestri della pizza a stringere patti di garanzia con i Presìdi Slow Food. Perché chi desidera avere tra le mani una delle forme d’arte più riconosciute al mondo come la pizza, deve rispettare regole di qualità e tradizione; utilizzare ingredienti naturali, farine di alta qualità; avere la conoscenza ed una certa trasparenza per la lievitazione e maturazione degli impasti.
Nel 2016 si è tenuta la prima Assemblea regionale dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata, coordinato da Rita Abagnale, responsabile regionale del progetto.
L’Alleanza Slow Food coinvolge 527 cuochi in Albania, Italia, Olanda, Marocco e Messico, di cui 421 solo in Italia e ben 47 in Campania (37 Ristoranti e 10 Pizzerie).

Nonna Nannina – Pizzeria Contadina, grazie al suo operato, è entrata a far parte dell’Alleanza ed in occasione della Quinta Edizione di Birra in Villa tenutasi presso Villa Calvanese il 16 maggio 2016, ha presentato “A MEVEZA” (la milza) con le erbe aromatiche raccolte direttamente nell’orto della ottantaseienne nonna come prezzemolo, menta e senza nulla togliere al sapore fortemente aromatico ricavato dall’aglio dell’Ufita, caratterizzato da un elevato contenuto di oli essenziali e principi attivi.

Per finire non poteva mancare, per rendere più succoso il piatto, quel giusto equilibrio tra aceto di vino bianco e aceto di vino invecchiato. Nausica ha preparato la milza a fiamma lenta, piano piano. 
Gradevole la seguente buon riuscita ai palati dei commensali e mastri birrai, in quel di Villa Calvanese.
In fondo è proprio questo che insegna Slow Food: apprezzare i lenti piaceri della vita.

 “Tutte le cucine del mondo devono avere pari dignità. Occorre recuperare e diffondere i prodotti del territorio e i saperi per cucinarli: saperi che corrono il rischio di scomparire insieme alla biodiversità agroalimentare che li ha ispirati; prodotti soppiantati da cibi proposti dall’industria alimentare, da un’agricoltura intensiva, schiava della chimica e condizionata dal mercato globale. Questa è la gastronomia liberata”.
Carlo Petrini

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